Benchmarking sulle Normative inerenti l’Inquinamento Atmosferico nei vari Paesi UE

La National Emission Ceilings (NEC) è la nuova direttiva sull’inquinamento atmosferico adottata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio entrata in vigore il 31 dicembre 2016. La NEC (completamento ideale del più ampio “Pacchetto sulla Qualità dell’Aria”) stabilisce i nuovi obiettivi strategici per il periodo fino al 2030, con l’intento di ridurre i rischi alla salute e l’impatto ambientale dell’inquinamento atmosferico, imponendo limiti nazionali più severi sulle emissioni di alcune sostanze inquinanti presenti nell’aria.

I limiti nazionali concordati nella nuova versione del protocollo di Göteborg sono più stringenti di quelli stabiliti nel precedente protocollo del 1999 e nella vecchia direttiva dell’UE e riguardano le emissioni annue di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili non metanici (COVNM), ammoniaca (NH3) e particolato fine (inferiore a un diametro di 2.5 micrometri).

Il ruolo degli Stati membri dell’UE nel coordinare e attuare la direttiva a livello nazionale è fondamentale. Gli Stati membri devono recepire la direttiva entro il 30 giugno 2018 e, entro il 2019, sono tenuti a presentare un programma di controllo dell’inquinamento atmosferico nazionale con misure finalizzate a garantire che le emissioni dei cinque principali inquinanti siano ridotte delle percentuali concordate entro il 2020 e 2030.

Il programma nazionale per il recepimento della direttiva NEC dovrà garantire il coordinamento con i piani adottati in ambiti quali i trasporti, l’agricoltura, l’energia e il clima. L’obiettivo è di ridurre circa il 50% degli effetti negativi sulla salute (malattie respiratorie, decessi prematuri).

Nel Regno Unito la più recente strategia sulla qualità dell’aria (DEFRA 2007) stabilisce standard di qualità dell’aria nazionali con l’obiettivo di proteggere la salute umana. A più lungo termine, questi standard insieme ad altre strategie connesse ai cambiamenti climatici potrebbero migliorare significativamente la qualità dell’aria con l’obiettivo di ridurre il quantitativo di anidride carbonica (CO2) entro il 2050. Molti degli standard stabiliti nella strategia derivano dagli obblighi dell’UE per la riduzione di un particolare inquinante. In linea generale i livelli di concentrazione degli inquinanti hanno origine dalla direttiva sulla qualità dell’aria del 1996 (1996/62/CE) e dalle successive direttive “figlie”.

Per quanto riguarda la Francia, gli standard sulla qualità dell’aria provengono dal recepimento delle direttive europee o sono specificità francesi. Per molti inquinanti, le norme europee e/o francesi corrispondono ai valori di riferimento raccomandati dall’OMS nel 2005, per altri non vi è corrispondenza. Il Piano locale per il clima e l’energia (PCET) valuta l’inquinamento atmosferico e definisce le direzioni per ridurre l’inquinamento atmosferico su un’intera regione. Questo piano è rivisto almeno su base quinquennale dal Consiglio regionale. I piani di protezione dell’atmosfera (PPA) sono effettivamente previsti per tutti gli agglomerati con più di 250.000 persone e altre zone inquinate e preparati sotto la responsabilità dei prefetti dipartimentali.

Nella normativa italiana i riferimenti di base per le tecnologie di controllo degli effluenti gassosi che si sono susseguiti nel corso degli anni sono:

D. Lgs. 3/4/2006, n. 152 (G. U. n. 88 del 14/04/2006), “Norme in materia ambientale” e s.m.i. (sue modifiche ed integrazioni) che disciplinano i limiti di emissione per classi di sostanze o per tipologie di attività. La norma si applica a tutti gli impianti (compresi quelli civili) e alle attività che producono emissioni in atmosfera stabilendo valori di emissione, prescrizioni, metodi di campionamento e analisi delle emissioni oltre che i criteri per la valutazione della conformità dei valori misurati ai limiti di legge.

• D. Lgs. n. 155/2010 ha abrogato il Decreto Legislativo n. 351/99 e i rispettivi decreti (il DM 60/02, il Decreto Legislativo n.183/2004 e il DM 261/2002). Tale decreto contiene le definizioni di valore limite, valore obiettivo, soglia di informazione e di allarme, livelli critici, obiettivi a lungo termine e individua l’elenco degli inquinanti per i quali è obbligatorio il monitoraggio (NO2, NOx, SO2, CO, O3, PM10, PM2.5, Benzene, Benzo(a)pirene, Piombo, Arsenico, Cadmio, Nichel, Mercurio, precursori dell’ozono), stabilendo le modalità della trasmissione e i contenuti delle informazioni sullo stato della qualità dell’aria da inviare al Ministero dell’Ambiente. Il provvedimento individua nelle Regioni le autorità competenti per la valutazione della qualità dell’aria e per la redazione dei Piani di Risanamento della qualità dell’aria nelle aree nelle quali sono stati superati i valori limite.

• Il D. Lgs. n. 250/2012 individua le stazioni speciali di misurazione della qualità dell’aria e modifica ed integra il Decreto Legislativo n.155/2010 definendo anche il metodo di riferimento per la misurazione dei composti organici volatili.

• Il DM Ambiente 22/02/2013 stabilisce il formato per la trasmissione del progetto di adeguamento della rete di monitoraggio e il DM Ambiente 13/03/2013 individua le stazioni per le quali deve essere calcolato l’indice di esposizione media per il PM2.5.

• Il D. Lgs. 4/3/2014, n. 46 (G. U. n. 72 del 27/03/2014) è un criterio più generale rispetto ai limiti di qualità dell’aria in quanto ricopre anche il campo della progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura degli impianti al fine di ridurre in modo generale le emissioni e l’impatto sull’ambiente nel suo complesso.

• Il DM 5/05/2015 definisce i metodi di valutazione delle stazioni di misurazione della qualità dell’aria. In particolare viene descritto il metodo di campionamento e di analisi da applicare per il materiale particolato PM10 e PM2.5 e gli idrocarburi policiclici aromatici diversi dal benzo(a)pirene.

• Il DM 26 gennaio 2017 modifica ulteriormente il Decreto Legislativo n.155/2010, recependo i contenuti della Direttiva 1480/2015 in materia di metodi di riferimento per la determinazione degli inquinanti, procedure per la garanzia di qualità per le reti e la comunicazione dei dati rilevati e in materia di scelta e documentazione dei siti di monitoraggio. Il provvedimento individua le classi di qualità dei generatori di calore per il rilascio della certificazione ambientale e prevede che il produttore richieda ad un organismo notificato il rilascio della certificazione ambientale dell’impianto.

By |2018-09-09T13:15:14+00:00settembre 7th, 2018|NEWS|Commenti disabilitati su Benchmarking sulle Normative inerenti l’Inquinamento Atmosferico nei vari Paesi UE

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