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Ranking Inquinamento in Unione Europea per Paesi

Negli ultimi decenni in Europa, le emissioni di molti inquinanti atmosferici sono diminuite in modo sostanziale, determinando una migliore qualità dell’aria.

Tuttavia le concentrazioni di inquinanti sono ancora troppo elevate e i problemi legati alla qualità dell’aria persistono. Ancora oggi si registrano morti premature di circa 500 mila persone all’anno a causa dell’inquinamento atmosferico. Il rapporto “Air quality in Europe 2017” dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) per il 2014 ferma il conteggio dei decessi nel continente con meno di 65 anni a 520.400 unità, mentre il calcolo ristretto ai soli Paesi membri dell’Unione Europea (UE) è di 487.600 morti.

Le principali cause sono attribuibili al trasporto su strada, alla produzione industriale, alle centrali elettriche alimentate da fonti fossili, al riscaldamento domestico ed all’agricoltura. La scarsa qualità dell’aria ha, inoltre, considerevoli ripercussioni a livello economico, in termini di incremento delle spese mediche, riduzione della produttività dei lavoratori, nonché danneggiamento di suolo, colture, foreste, laghi e fiumi.

L’AEA ha presentato nell’anno 2016 una panoramica aggiornata sull’analisi della qualità dell’aria e dei suoi effetti in Europa per il periodo 2000-2014 sulla base dei dati provenienti da stazioni di monitoraggio alloggiate in più di 400 città europee. In particolare, dai dati è emerso che nel 2014 circa l’85% della popolazione urbana nell’UE è stata esposta alle cosiddette «polveri sottili» (il particolato PM 2.5) a livelli ritenuti dannosi per la salute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

In base alle stime, nel 2014 l’esposizione al PM 2.5 ha determinato la morte prematura di 428.000 persone in 41 paesi europei. Nel 2015 il 9% della popolazione dell’UE è stata esposta a livelli di NO2 superiori al valore limite annuale definito dall’UE e alle linee guida dell’OMS causando la morte prematura di 78.000 persone in 41 paesi europei.

Nello stesso anno il 30% della popolazione urbana dell’UE è stata esposta a livelli di O3 superiori al valore obiettivo definito dall’UE.

Circa il 95% è stato esposto a livelli che hanno oltrepassato le più rigide linee guida dell’OMS. In base alle stime, l’esposizione all’O3 è stata causa della morte prematura di 14.400 persone in 41 paesi europei. La situazione non è delle migliori in Italia.

Da uno studio presentato al Senato dalla “Fondazione per lo sviluppo sostenibile”, presieduta dall’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi è emerso che l’Italia è il primo grande paese europeo per numero di morti legati all’inquinamento dell’aria.

Stando ai dati del 2013, l’Italia ha circa 91.000 morti premature all’anno per inquinamento atmosferico, contro gli 86.000 della Germania, i 54.000 della Francia, 50.000 nel Regno Unito e infine 30.000 in Spagna. Il nostro paese ha una media di 1.500 morti premature all’anno per inquinamento per milione di abitanti, contro una media europea di 1.000.

La Germania è a 1.100, Francia e Regno Unito a circa 800, la Spagna a 600. Dei 91.000 morti in Italia, 66.630 sono per le polveri sottili PM 2.5, 21.040 per il disossido di azoto (NO2), 3.380 per l’ozono (O3).

Per le PM 2.5 i decessi nel nostro Paese sono 1.116 all’anno per milione di abitanti, contro una media europea di 860. Le zone più inquinate sono la Pianura Padana – in particolare intorno a Milano e fra Venezia e Padova, poi Napoli, Taranto, l’area industriale di Priolo in Sicilia, il Frusinate e Roma.

By |2018-09-09T10:27:34+00:00settembre 7th, 2018|NEWS|Commenti disabilitati su Ranking Inquinamento in Unione Europea per Paesi

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