5. Gli effetti dell’Inquinamento dell’aria sulla proliferazione di alcune tipologie di tumori

Per molti anni l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla formazione dei tumori, in particolare di quello al polmone, è stata oggetto di dibattito. L’idea che l’inquinamento potesse facilitare la trasformazione delle cellule sane in cancerose ha sempre avuto una solida base teorica.

Da anni numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato come i particolati atmosferici provochino effetti tossici sul DNA cellulare, inducendo uno stato infiammatorio che provoca la produzione di citochine facilitando l’angiogenesi e di conseguenza lo sviluppo del tumore.

Nel luglio del 2013 la rivista Lancet Oncology ha pubblicato uno studio molto ampio, condotto in 36 diversi centri europei, che ha coinvolto 300.000 persone tra i 43 e i 73 anni in nove diversi Paesi. Per l’Italia ha partecipato il gruppo di epidemiologi dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano. I dati ottenuti, che fanno parte del progetto ESCAPE (European Study of Cohortes for Air Pollution Effects), riguardano persone tenute in osservazione per ben 13 anni. Sono stati registrati le abitudini di vita e i cambi di residenza di ogni persona, per mettere in relazione l’eventuale comparsa di un tumore polmonare con il grado d’inquinamento delle aree in cui hanno abitato. Nel corso del periodo di osservazione si sono ammalate di cancro al polmone 2.095 persone.

Di ognuna di esse è stata studiata l’esposizione alle polveri sottili (PM 10 e PM 2.5), legate soprattutto all’inquinamento da traffico, ma anche ad altre sostanze prodotte dai riscaldamenti o dalle industrie. Il risultato non lascia dubbi: per ogni incremento di 5 μg/m3 di PM 2.5, il rischio relativo di ammalarsi di tumore al polmone aumenta del 18%, mentre cresce del 22% a ogni aumento di 10 μg/m3 di PM 10. Sono quindi le polveri sottili le principali responsabili dell’effetto cancerogeno.

Inoltre lo studio dice che non esistono limiti al di sotto dei quali l’effetto nocivo svanisce: si sono infatti registrati incrementi dei casi di cancro al polmone anche in gruppi esposti a un livello di inquinamento inferiore ai limiti massimi di norma secondo l’attuale legislazione europea (pari a 40 μg/m3 di PM 10 e a 25 μg/m3 di PM 2.5), limiti che peraltro vengono facilmente superati per molti giorni di seguito nelle grandi città italiane. In seguito a questo studio, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione ha annunciato il 17 ottobre 2013 di avere incluso l’inquinamento atmosferico e le polveri sottili fra i carcinogeni umani di tipo 1.

Per quanto riguarda la situazione italiana, il Progetto VIIAS (Valutazione Integrata dell’Impatto dell’Inquinamento atmosferico sull’Ambiente e sulla Salute), finanziato dal Ministero della Salute, ha fornito una stima del numero di decessi attribuibili all’inquinamento atmosferico in Italia. Gli inquinanti oggetto di studio – il particolato atmosferico, soprattutto la sua frazione fine, il PM2.5, il biossido di azoto (NO2) e l’ozono (O3) – sono associati a effetti quali l’aumento di sintomi respiratori, l’aggravamento di patologie croniche cardio-respiratorie e tumore ai polmoni. Sono stati stimati 19.945 decessi per patologie cardiovascolari, 3.197 decessi per malattie dell’apparato respiratorio e 2.938 per tumore polmonare. Inoltre dall’indagine è emerso che al Nord si muore di più che nel resto d’Italia a causa del particolato fine, sia per patologie cardiovascolari (oltre 12.600 casi) sia per malattie dell’apparato respiratorio (2.112 casi) e tumore ai polmoni (1.935 casi). Inoltre, il progetto ha stimato 12.400 nuovi casi di eventi coronarici (infarto e angina grave) attribuibili all’esposizione a PM 2.5.

Oltre al tumore ai polmoni, esistono studi che identificano un’associazione tra l’esposizione al particolato ed un maggior rischio di insorgenza del tumore al seno. E’ quanto dimostrano i dati di uno studio pubblicato su “BMJ Open” e realizzato dall’Istituto Nazionale dei Tumori. Si tratta del primo studio in Europa, terzo nel mondo dopo quelli svolti in California e in Cina, che identifica una relazione tra esposizione a PM 2.5 e prognosi del tumore della mammella. La ricerca è stata eseguita su una coorte di 2.021 donne con diagnosi di tumore al seno tra i 50 e i 69 anni nel periodo compreso tra il 2003 e il 2009.

Il rischio di morte nelle pazienti esposte a maggiori concentrazioni di particolato atmosferico fine ha mostrato un incremento tra il 72% e l’82% rispetto al rischio delle pazienti esposte a concentrazioni minori di PM 2.5.

Un’altra ricerca condotta in Canada e pubblicata su Environmental Health Perspectives ha evidenziato un aumento del rischio di sviluppare cancro al seno per le donne che vivono in luoghi in cui l’aria è particolarmente ricca di inquinanti. L’inquinante misurato dai ricercatori della McGill University è stato il biossido di azoto (NO2), una sostanza strettamente associata al traffico di autoveicoli. I risultati dello studio hanno evidenziato che il rischio di cancro al seno aumenta di circa il 25% per ogni aumento di 5 parti per miliardo di NO2.

By |2018-09-27T06:16:41+00:00settembre 27th, 2018|NEWS|Commenti disabilitati su 5. Gli effetti dell’Inquinamento dell’aria sulla proliferazione di alcune tipologie di tumori

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