La Top 10 dei settori più inquinanti

Nella prima metà del secolo scorso la produzione mondiale di beni e servizi è aumentata in modo sproporzionato e ciò ha determinato un’eccessiva pressione sui sistemi naturali e sulle risorse della Terra. Nonostante gli ultimi decenni del XX secolo siano stati caratterizzati dall’accelerata innovazione tecnologica e dal miglioramento degli impianti industriali, le attività produttive continuano ancora a causare un notevole impatto nelle diverse matrici ambientali (aria, acqua e suolo) per le emissioni atmosferiche, quelle idriche e per la produzione di rifiuti tossici.

I processi industriali e artigianali liberano ossidi di azoto, diossido di zolfo, polvere, composti organici volatili (COV) e altri inquinanti. Gli inquinanti atmosferici provengono direttamente dalla combustione di petrolio, carbone e gas o rientrano tra le emissioni legate ai processi. Occorre intervenire soprattutto sulle emissioni di composti organici volatili (COV), liberati principalmente durante l’impiego di prodotti per la pulizia e solventi. La quota delle emissioni di COV prodotte dall’industria e dall’artigianato è pari al 50 per cento circa del totale delle emissioni di COV.

La costruzione di nuovi centri commerciali, negozi, strutture sportive, grandi complessi residenziali è sempre vista come un evento positivo ma in realtà, l’industria edilizia da sola contribuisce al 4% dell’inquinamento globale da polveri sottili nell’aria, per non parlare dell’ingente quantità di inquinanti che sotto forma di solventi e sostanze chimiche di rifiuto, va a finire nelle acque locali.

I materiali edilizi, provenienti dalle demolizioni, raramente vengono riutilizzati e difficilmente si rispettano le norme sull’impiego di materie prime ecologiche. Sono emessi inquinanti atmosferici in tutte le fasi importanti di costruzione dalla preparazione del terreno al trasporto di terra fino ai lavori di sistemazione esterna nonché rinnovazioni e ristrutturazioni. Le macchine e gli apparecchi producono ossidi di azoto, monossido di carbonio, COV e polveri fini. I motori diesel producono soprattutto fuliggine da diesel cancerogena, se non sono dotati di filtri antiparticolato. L’impiego di vernici, lacche e altri prodotti contenenti solventi produce emissioni di COV. Queste sostanze possono emanare odori fastidiosi e irritare le vie respiratorie e contribuiscono alla formazione fotochimica dell’ozono (smog estivo).L’industria edilizia risulta, dunque, una tra le più inquinanti e meno ecologiche che esistano.

Sebbene sia spesso trascurato, gli alti livelli di mercurio nell’aria rappresentano una seria minaccia per la salute umana. Proveniente da centrali elettriche alimentate a carbone (soprattutto in America), può viaggiare eccezionalmente lontano (come in migliaia di miglia) attraverso l’aria. Il mercurio è estremamente dannoso per la salute umana poiché danneggia gravemente il cervello e il sistema nervoso quando viene inalato. Il diossido di zolfo (SO2) non solo è originato dalla combustione di combustibili fossili nelle centrali elettriche e a carbone, ma è anche una delle cause di alcuni seri problemi di salute come cancro ai polmoni, asma, enfisema e bronchite.

Più di due milioni di persone sono coinvolte a livello globale nella estrazione e lavorazione dei minerali. I siti minerari forniscono vari minerali e metalli per produrre una larga varietà di prodotti. Le sostanze chimiche più pericolose che si trovano vicino a questi siti sono piombo, cromo, amianto, arsenico, cadmio e mercurio.

Ogni anno milioni di persone subiscono gli effetti delle sostanze chimiche tossiche, principalmente ferro, calcare, pirite e zinco che vengono rilasciate nell’aria dalle dozzine di siti di fusione del piombo in tutto il mondo. La fusione del piombo utilizza forni e altri agenti chimici per rimuovere le impurità dai minerali di piombo. Tale processo , secondo il Blacksmith Institute, mette a rischio circa 2,5 milioni di persone in 70 siti inquinati in tutto il mondo.

I pesticidi sono sostanze necessarie all’agricoltura mirati alla distruzione dei parassiti. Circa 2 milioni di tonnellate di pesticidi vengono utilizzati annualmente sui campi e di conseguenza, milioni di tonnellate di pesticidi vengono scaricati ogni anno nei nostri campi. Sfortunatamente, i pesticidi hanno effetti disastrosi sulla salute, dalla semplice irritazione della pelle problemi al sistema nervoso fino a provocare il cancro. Oltre a questo, lo stoccaggio di vecchi e antiquati tipi di pesticidi si aggiunge al problema; la maggior parte degli agricoltori è poco erudito e usa inconsapevolmente prodotti scaduti. Si stima che da sei a nove milioni di tonnellate di questi pesticidi vengano immagazzinati in modo improprio.

La presenza di arsenico nelle acque sotterranee è un problema di inquinamento naturale che colpisce circa 750.000 persone, soprattutto nell’Asia meridionale. L’acqua sotterranea contaminata è ancora utilizzata da molte persone e può portare al cancro, arrecare danni ai vasi sanguigni, anomalie al battito cardiaco e altri effetti negativi.
Le acque reflue sono acque che sono state danneggiate dall’influenza esterna e che fluiscono da uno scarico aperto. Le acque reflue possono essere o meno influenzate da batterie, tossine, particelle organiche, agenti patogeni, metano e anidride carbonica. I reflui vengono scaricati nell’ambiente e costituiscono una sostanza dannosa per tutti.

By |2018-10-10T05:54:43+00:00ottobre 10th, 2018|NEWS|Commenti disabilitati su La Top 10 dei settori più inquinanti

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